Gen 18 2017

Due iniziative a Vicenza

Proprio oggi, poco prima di decidere di pubblicizzare le due iniziative di cui sopra, è giunta la notizia di un suicidio al San Pio X di Vicenza. Carlo Helt, 40 anni, accusato di omicidio si è tolto la vita impiccandosi con un lenzuolo alle sbarre della cella. Ciò è avvenuto in un contesto dove i tentativi di suicidio sono praticamente all’ordine del giorno: almeno quattro resi noti dalla stampa negli ultimi due mesi.

Per questo e per molti altri motivi è stato indetto un presidio sotto al carcere San Pio X sabato 4 febbraio. Una settimana prima, il 28 gennaio, si svolgerà invece un’iniziativa di lancio a Campo Marzio, il parco prospicente alla stazione della città berica, teatro negli ultimi tempi di retate contro i tanti “irregolari” e spauracchio nelle locali retoriche sul degrado.

Di seguito trovate il manifesto dell’iniziativa e qualche riga scritta nei giorni scorsi.


VICENZA, due appuntamenti contro il carcere
Dall’apertura del nuovo padiglione “del Papa” la quotidianità all’interno del carcere di Vicenza non ha fatto che peggiorare. I 200 nuovi posti, inaugurati durante l’estate senza un reale adeguamento dei servizi, hanno portato all’aggravamento di una situazione già da tempo critica. Da quanto si apprende i pestaggi e le angherie delle guardie sono all’ordine del giorno, perpetuati tavolta anche attraverso la complicità degli stessi detenuti, opportunamente prezzolati o ricattati dagli agenti. Mentre i sindacati di polizia si lamentano della qualità della mensa, sono almeno tre i casi di tentato suicidio registrati dalle cronache negli ultimi due mesi. Così come si riportano casi di proteste individuali contro ogni tentivo di pacificazione o assopimento.
A finire al San Pio X, ultimamente, sono anche i tanti irregolari arrestati durante le retate che nell’ultimo anno hanno colpito Campo Marzio e i quartieri limitrofi. Vere e proprie incursioni intimidatorie dirette contro poveri, che conducono in carcere chi campa di espedienti o nell’inferno della macchina delle espulsioni chi non ha tutti i documenti a posto. Il carcere, del resto, è solo una delle facce di un dispositivo più grande, che mira alla completa gestione dei corpi e delle vite che li attraversano per sottometterli alle leggi dell’economia. Chi contrasta queste leggi, per scelta o per necessità, viene sistematicamente bandito dai luoghi dove ha scelto di stare, a ulteriore riprova che lo “spazio pubblico” è ormai realmente tale solo per le forze di polizia.
Eppure, in questo fosco quadro c’è ancora chi decide di mettere la propria vita in gioco a fronte dell’ennesimo ricatto, sia esso rappresentato dall’arroganza di un secondino o da un permesso di soggiorno. 
Esempi di ribellione  – urla di libertà che vogliamo ascoltare e non lasciare isolati.
Sabato 28 gennaio ore 15.00 
Campo Marzio (lato Viale Roma)
PRESIDIO CON CONCERTO
 Al fianco di chi resiste e lotta dentro le prigioni.

In solidarietà ai migranti che si ribellano. Premi e punizioni, ricatti e sfruttamento: sono parole d’ordine che regolano la vita in carcere così come nei C.I.E., negli hotspot e nei centri d’accoglienza. Luoghi di segregazione e morte – luoghi di controllo e prevaricazione dove annientare l’individuo.

Contro le misure sbirresche che vorrebbero cacciare dal centro chi vive la strada e non si conforma ai canoni della città vetrina.

musica con Mistura Mortale crew – microfono aperto – distro e materiale informativo
Sabato 4 febbraio dalle ore 15.00
carcere San Pio X (lato Via Aldo Moro)
PRESIDIO SOLIDALE
con i prigionieri
Galere e C.I.E non ne vogliamo più!

Gen 6 2017

Cie a Campalto?A volte ritornano

Quattro giorni fa una rivolta ha scosso il centro di prima accoglienza di Cona, in seguito alla morte per cause naturali di una ragazza e al ritardo nell’arrivo di medici e ambulanza per soccorrerla. Molto si è detto e scritto in questi giorni su ciò che è accaduto nella ex base militare, che “ospita” al momento più di 1500 persone. In mancanza di ulteriori fonti dirette e aggiornamenti sulla situazione rimandiamo al bell’articolo apparso sul blog Hurriya ieri, di cui qui trovate il link.

Sull’escalation di vessazioni che ha portato all’esplosione del 2 gennaio rimandiamo ad un altro articolo del medesimo blog (qui), dove vengono anche sollevate le responsabilità della cooperativa Ecofficina, nota anche come Edeco, vincitrice del bando per la gestione del centro. Responsabilità che appaiono tutt’altro che secondarie, data la fama che la cooperativa di Battaglia Terme si è guadagnata negli ultimi anni nei centri di accoglienza di Bagnoli di Sopra, Montagnana, Due Carrare e Oderzo.

Notizia odierna, tutta da confermare ma con buoni margini di attendibilità, è invece l’ apertura, nel prossimo futuro, un Cie nella zona di Campalto, conformemente alla volontà del governo di istituire un centro di identificazione e di espulsione in ogni regione.

Un progetto non nuovo, di cui si è molto parlato tra il 2010 e il 2011, che inizialmente doveva prevedere anche la costruzione di un nuovo carcere, attiguo al centro per migranti. All’epoca furono in molti a mobilitarsi, dalla Lega alla sinistra radicale, con presupposti in aperta contraddizione . Il progetto, che doveva rientrare nel piano carceri nazionale del 2009, finì con un nulla di fatto dovuto essenzialmente alla mancanza di fondi, già destinati alla costruzione della nuova ala del San Pio X e del nuovo carcere di Rovigo.

Singolare che l’ultima volta in cui pubblicamente si è riproposta la questione della costruzione di una struttura di reclusione in quell’area fu in seguito ad un’altra rivolta, quella dei detenuti di Santa Maria Maggiore nel 2015. Poco dopo i fatti il Movimento 5 Stelle dichiarò la necessità di disporre di un carcere più moderno ed efficiente, immaginandolo proprio sul vecchio progetto caldeggiato da Maroni.

Una volontà che sembra dunque persistere nel tempo, venendo rispolverata al manifestarsi di qualsiasi situazione di criticità e che ha tutta l’aria di essere “già pronta” nelle teste e nelle tasche di qualcuno.

Occhi e orecchie ben aperte, dunque.