Feb 20 2016

CRIMINALE È CHI SFRATTA E LASCIA LE CASE VUOTE!

SOLIDARIETà PADOVA

Diffondiamo il comunicato dei compagni di Padova in merito alla vile operazione di Polizia ai danni del Comitato di Lotta per la Casa. Ribadendo la nostra solidarietà, invitiamo tutti al CORTEO A SOSTEGNO DEI COMPAGNI INDAGATI: SABATO 27, ORE 16, PIAZZETTA CADUTI DELLA RESISTENZA-PADOVA.


 

La mattina del 18 febbraio dalle 6.30 sono state eseguite dalla Questura di Padova perquisizioni abitative e corporali tra Padova, Schio (Vi) e Cagliari nei confronti di 11 compagni del Comitato di Lotta per la Casa, attivi anche nella radio web RadiAzione e all’interno dell’Associazione culturale N. Pasian.

Queste si sono tramutate in 11 misure cautelari tra cui: 4 arresti domiciliari, 2 divieti di dimora e 5 obblighi di firma. Inoltre senza alcun avviso è stata sigillata con un portone di metallo la sede di Piazza Toselli, storico punto di riferimento a Padova, in cui si sono sempre svolte le attività dello sportello antisfratto del Comitato di Lotta per la Casa, dell’Asd Quadrato Meticcio, del doposcuola, dell’associazione N. Pasian, della Boxe Popolare Chinatown, della biblioteca del Centro di Documentazione C. Giacca e della web radio RadiAzione (a cui è stata requisita tutta la strumentazione). Attualmente la stessa sede è stata posta sotto sequestro.
L’accusa è quella di associazione a delinquere. Negli ultimi anni il reato associativo è stato sempre più utilizzato perchè consente da una parte di incarcerare e dare misure cautelari preventive, così da togliere dei compagni attivi dalle lotte, e dall’altra di allargare il raggio d’azione dell’inchiesta coinvolgendo anche strutture, sedi fisiche e strumenti di informazione come RadiAzione.
I fatti specifici constano di numerosi picchetti antisfratto ed alcune occupazioni abitative. La costruzione accusatoria però parla di un’organizzazione criminale, capace di circuire persone straniere e, fingendo di erogare loro un servizio inerente alla loro problematica abitativa, prima fidelizzarle e in seguito spingerle ad occupare inconsapevolmente un alloggio. Il Comitato, sempre secondo l’accusa, si serviva di RadiAzione come strumento per “promuovere le proprie attività criminali”.

Questa è la costruzione messa in piedi dalla Digos e commissionata da coloro che nell’edilizia residenziale pubblica vedono l’ennesimo bacino di speculazione da dove poter succhiare quei sempre più risicati margini di guadagno che la crisi del sistema produttivo ed economico ancora concede. Dal momento che le istituzioni non vogliono dare risposte serie alle problematiche sociali tipiche dei quartieri popolari (e chiunque conosca le condizioni in cui versano le case Ater non farà fatica a credere a queste parole), si cerca di risolverle reprimendo e criminalizzando le realtà politiche identificate come capaci di focalizzare la rabbia diffusa che in tali quartieri si respira.
Ed ecco che chi lotta per evitare che persone in difficoltà vengano buttate fuori di casa (perchè ree di morosità incolpevole), diventa un criminale, chi aiuta famiglie costrette a vivere in auto ad occupare alloggi lasciati colpevolmente vuoti dall’Ater, in attesa di poterli svendere all’asta al palazzinaro di turno, viene arrestato e una radio che denuncia la situazione di miseria a cui sempre più persone sono costrette, pur di garantire la ricchezza dei soliti pochi, viene fatta tacere.

Queste menzogne però si scontrano ogni giorno di più con le contraddizioni palesi della società in cui viviamo, come testimonia anche la grande solidarietà espressa fin da subito da molti abitanti del quartiere e da tutta Italia. Una società strozzata dalla crisi economica irreversibile che per mantenere inalterati i propri profitti promuove misure antipopolari tagliando l’istruzione e la sanità, allungando i termini per le pensioni, riducendo e privatizzando sempre più i servizi come i trasporti, precarizzando ulteriormente il mondo del lavoro e speculando sull’edilizia residenziale pubblica. Tutto ciò, a fronte del costante rifinanziamento degli investimenti bellici, espressione della tendenza alla guerra sempre più marcata e che si intreccia sul fronte interno con l’apparato repressivo dello stato.
Per continuare con le riforme “dei sacrifici”, la classe dirigente necessita di un clima di pace sociale e di tenere a freno il malessere popolare che, invece, aumenta sempre più e in tutta la penisola. Questo fine lo persegue con l’inasprimento della repressione e l’attacco verso le diverse forme di lotta che maturano in tale contesto; attraverso inchieste giudiziarie o con il manganello della polizia, com’è successo nei giorni scorsi ai lavoratori della logistica della Bormioli, in lotta per il proprio posto di lavoro.
Questo è un attacco rivolto a tutta una classe sociale e non solo agli 11 indagati.
Perchè quella che loro identificano come “un vero e proprio sodalizio criminale, strutturato e organizzato in maniera stabile”, è una realtà impegnata nella costruzione di un tessuto sociale capace di rispondere in maniera autorganizzata alle proprie esigenze, senza bisogno di andare ad elemosinare le briciole dalla giunta di turno, magari in cambio di qualche voto in più. Questo tessuto ci conosce e sa bene che i veri criminali sono quelli che prima in nome della ripresa, propongono ricette fatte di supersfruttamento, stipendi da fame e licenziamenti indiscriminati e poi, quando non hai abbastanza soldi per pagare loro un affitto, mandano la polizia a buttarti fuori di casa.

Le accuse che ci muovono le rimandiamo al mittente, consci che se è successo tutto questo è perchè hanno paura e noi dal canto nostro non abbiamo intenzione di smettere di fargliene.
Giovedì abbiamo salutato compagni determinati e con la rabbia negli occhi e siamo e saremo sempre pronti a raccoglierne il testimone.
Per questo l’appuntamento musicale del venerdì in Piazza Toselli verrà mantenuto e ci prenderemo le strade del quartiere per portarlo avanti. Per questo continueremo a lottare.
Abbiamo bisogno del sostegno di tutti e tutte. Le istituzioni hanno dato la loro risposta a chi chiedeva uguaglianza sociale, adesso è il momento di dare la nostra.

SOLIDARIETÀ A TUTTI I COMPAGNI DEL COMITATO DI LOTTA PER LA CASA
LE LOTTE NON SI ARRESTANO!

SABATO 27, ORE 16, PIAZZETTA CADUTI DELLA RESISTENZA-PADOVA
CORTEO A SOSTEGNO DEI COMPAGNI INDAGATI

Comitato di Lotta per la casa, redazione di RadiAzione.info, Associazione Culturale N. Pasian, Mensa Marzolo Occupata, Centro di documentazione C. Giacca

 


Giu 28 2014

Noi siamo ovunque

Riportiamo il testo di un volantino, scaricabile in versione stampabile dal link in basso, distribuito durante il Pride veneziano del 28 giugno.


 

 

Non scriviamo queste due righe per condividere l’ennesima analisi su diritti da conquistare, parità istituzionali da guadagnare, soggetti sociali da sensibilizzare. Nonostante i ricatti delle istituzioni, che si arrogano il potere di inuire sulle nostre vite ad esempio non concedendo di visitare il proprio/a compagno/a in ospedale, crediamo infatti sia necessario stimolare una riessione più profonda sul genere e sul potere, in grado di superare gli stereotipi, le categorie, i ruoli che ci sono imposti. Come lottare per l’emancipazione di una “minoranza” signica battersi per l’inclusione di una categoria dentro lo stato di cose presenti, altresì attivarsi per il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso signica per noi riconoscere la coppia e la famiglia come forme di vita imprescindibili e immutabili. Limitante certo, ma soprattutto terribilmente fuorviante rispetto al problema del rapporto fra i generi, dei condizionamenti che il potere impone nelle nostre relazioni, riducendole a proprietà affettiva. Reclamando diritti e parità ci conniamo da soli in una posizione di inferiorità rispetto a chi ci governa, parliamo il loro linguaggio di carta e cemento, ammettiamo che la nostra esistenza non può fare a meno della loro. Mettiamo a lavoro le nostre peculiarità per essere come gli “altri”, per sentirci “liberi” di fare cariera, di sposarci, di condividere la stessa alienazione nalmente senza risatine di sottofondo.

Quando siamo ciò che desideriamo essere, senza chiedere il permesso né elemosinare un’apparente tolleranza, si aprono piccole crepe nel deserto, possibilità di vivere diversamente. Le stesse crepe che si aprono quando riusciamo ad estromettere il governo dalle nostre relazioni, quando un incontro diventa qualcosa da raccontare, quando non riusciamo a dare un nome alle nostre sensazioni in un momento, quando scopiamo invece di andare a lavorare. Allargare queste crepe signica riconoscere la carica sovversiva dei nostri aetti, organizzarla, farne un’arma collettiva: distruggere l’idea di genere per distruggere l’idea di proprietà privata, di denaro, di polizia.

Tra il 27 e il 29 Giugno di 45 anni fa centinaia di gay, lesbiche, drag queen e transgender, in seguito a una retata allo Stonewall Inn, fronteggiarono per giorni la polizia per le strade di New York, dando origine a una sommossa. Per la prima volta nella storia recente la “devianza sessuale” aermava la propria esistenza non come minoranza, ma come potenza rivoluzionaria, con l’unico metodo possibile. Necessario è partire non da questo ricordo, ma dall’incompiuto di quelle giornate, mettendo in discussione continuamente le nostre sensazioni e sentimenti e con esse il nostro agire. Solo così le nostre relazioni potranno essere sempre più paritarie e libere, e i nostri corpi e i nostri aetti potranno realmente costituire una forza sovversiva e pericolosa per il potere.

“noi siamo ovunque”

versione scaricabile del volantino: volantino pride