Ott 14 2016

Rigetto!

In questi giorni è stata comunicata la notizia del rigetto della richiesta di Sorveglianza Speciale ai danni di un compagno di Venezia, in seguito all’udienza dello scorso 20 settembre. Misura a cui, comunque, il proposto aveva dichiarato di non voler sottostare .

Le motivazioni del rigetto si basano essenzialmente sull’impossibilità (per ora, come viene più volte sottolineato) di stabilire un giudizio prognostico sulle future condotte dell’interessato, sebbene venga più volte ribadita la non legittimità di quelle portate avanti fino al momento della richiesta.

Chi fosse interessato a leggere per intero le motivazioni del Tribunale, anche per costruire la base di eventuali future difese a questo tipo di provvedimento, può chiederle all’indirizzo contarinioccupato@gmail.com.

Per adesso chi scrive non può che rallegrarsi del fatto che la richiesta della Questura di Venezia, con tutto il suo corollario di militarizzazione e portate giornalistiche, si sia rivelata nient’altro che una scommessa persa.

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Set 23 2016

Altri spunti e un’udienza

Le iniziative organizzate durante i tre giorni contro la Sorveglianza Speciale a Venezia hanno voluto aprire degli spazi di discussione attorno a questa misura, ai criteri con i quali ne viene decisa l’applicazione e alle possibilità che può aprire la decisione di non sottostarvi. Particolarmente interessante è stato il confronto su quest’ultimo tema, grazie anche all’intervento di alcuni compagne e compagni che hanno affrontato, in passate occasioni, la decisione di violare dichiaratamente le misure cautelari a loro imposte.

La condivisione di esperienze di lotta concrete in merito ha fatto sì che buona parte del discorso rimanesse incentrato sugli aspetti più strettamente tecnici e pratici di questa scelta. Spunti di riflessione preziosi in quanto, ci si è accorti, riguardo alla sorveglianza manca quasi completamente una “letteratura di riferimento” in grado di fornire un quadro altrettanto concreto.

Tenendo conto delle differenze che intercorrono tra i contesti di lotta, come tra una misura cautelare e una preventiva, o tra le motivazioni che spingono qualcuno a decidere se violare o meno un’imposizione, appare difficile inserire tutte queste scelte in una stessa cornice. Auspicabile è invece mantenere un piano di dialogo costante tra chi si sta interrogando sulla questione, mettendo in comune esperienze e pratiche che, se non sul se, possono fare la differenza sul come farlo, nella maniera più efficace.

La possibilità di non sottostare a una misura apre un campo di intervento rimasto, fino ad ora, praticamente inesplorato: se ben giocata può infondere maggiore forza a una lotta, alla solidarietà verso chi ne è colpito, come alla sua personale determinazione. Sarebbe però un errore concepirla come qualcosa di replicabile a prescindere, troppe sono le variabili in gioco per poter pensare di uscirne con un “si fa così” valido per chiunque.

Poichè la scelta della violazione porta inevitabilmente all’assunzione, non solo individuale, delle sue conseguenze è indispensabile che questa parta da una riflessione sui propri limiti, sulle potenzialità ancora da esprimere e su quei margini di solidarietà che si intende allargare.

Il giorno dell’udienza ha visto una massiccia presenza di forze dell’ordine davanti al Tribunale e nei pressi del carcere, un dispositivo messo in campo fin dal giorno precedente. Mentre si svolgeva un presidio solidale nel quartiere di S.Marta, la giudice relatrice elencava nuovamente tutti gli episodi ritenuti sintomatici della pericolosità sociale del soggetto, compreso l’ultimo regalo della Digos consegnato in tutta fretta durante la pausa pranzo: lo scritto in cui il compagno dichiara di non voler sottostare all’eventuale convalida della sorveglianza. Documento che, seppur presentato fuori tempo massimo e in maniera non “convenzionale”, viene accettato in quanto “fortemente indicativo della sua personalità”.

Al momento in cui scriviamo il Tribunale non si è ancora espresso riguardo alla richiesta.

Seguiranno aggiornamenti a riguardo e sulle prossime iniziative.

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Lug 4 2016

Nè buone, nè cattive

In merito all’udienza per la richiesta di Sorveglianza Speciale ai danni di un compagno, tenutasi il 30 giugno scorso nell’Aula Bunker di Mestre, il Tribunale si è riservato di decidere solo dopo aver raccolto ulteriori informazioni sulle segnalazioni e sullo stato dei procedimenti contestati all’interessato.

E’ stata quindi fissata una nuova udienza per il prossimo 20 settembre, alle ore 12, presso la Cittadella della Giustizia di Venezia, in Piazzale Roma.

Cogliamo questo rinvio come un’occasione per allargare la solidarietà e il discorso su questa pesante misura di prevenzione.

Aspettando il 20 settembre.

Godot


Giu 30 2016

Prima della risposta

Stamattina alle dieci si è svolta l’udienza per decidere in merito alla richiesta di Sorveglianza Speciale ai danni di un compagno. Il responso si avrà nei prossimi giorni.

Mentre si svolgeva l’udienza, a Mestre in aula Bunker, un ingente numero di agenti è stato sguinzagliato nei dintorni di Santa Marta, del carcere e del Tribunale di Venezia, tant’è che un compagno, destinatario di uno dei numerosi fogli di via dei mesi scorsi, è stato identificato, portato in questura e rilasciato solo dopo avergli preso le impronte digitali.

Seguiranno aggiornamenti nei prossimi giorni.

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Giu 10 2016

Sorveglianza Speciale

Ieri mattina, 9 giugno, la polizia anticrimine ha bussato alle porte di una casa nel quartiere S.Marta, per notificare a un compagno una richiesta di sorveglianza speciale  per due anni.

Un plico di  16 pagine che, oltre a citare gli ultimi episodi relativi al sostegno alle mobilitazioni dei detenuti, prende in esame praticamente l’intera vita dell’interessato, mettendo in mezzo anche tutta una serie di fatti non penalmente rilevanti ma che, secondo la Questura, possiedono un alto “valore sintomatico” per delineare la pericolosità sociale del soggetto. Come l’aver frequentato lo stadio o il fatto di essere stato più volte identificato in Val di Susa e in altri contesti di lotta.

La sorveglianza è inoltre aggravata dalla richiesta dell’obbligo di soggiorno nel comune di Venezia per due anni, motivato dal fatto che “una totale libertà di movimento, in assenza di un lavoro fisso, porta con tutta evidenza alla prosecuzione di comportamenti illeciti”. Per condire il tutto con ulteriore cupezza l’udienza che deciderà in merito alla richiesta è stato fissata nell’Aula Bunker di Mestre, giovedì 30 giugno prossimo.

Seguiranno aggiornamenti sul da farsi.

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Nov 9 2015

Storie dal San PioX

Il carcere, si sa, è il regno della menzogna.

Ed è in questa gabbia di falsità e vigliaccheria che una protesta dei detenuti diventa la rivendicazione di un sindacato di polizia, che l’aggredito diventa l’aggressore e che un fuoco d’artificio diventa un colpo di pistola. Ma andiamo con ordine.

San Pio X, carcere di Vicenza. Verso la fine dello scorso ottobre alcuni secondini trovano nei propri pasti, preparati dalla mensa del carcere, dei vermi. Segue comunicato del solito infame sindacato delle guardie, la Uil-Pa, che si è già contraddistinto per la maldestra opera di mistificazione operata durante lo sciopero dei detenuti del carcere di Venezia.

Passano alcuni giorni e i vermi diventano scarafaggi. Altro comunicato, altra reazione indignata delle guardie, che disertano la mensa. “Sciopero della fame della polizia penitenziaria” titolerà il giornale locale, tanto per dire.

Nel frattempo la situazione tra i detenuti è sempre più calda: si lamenta soprattutto il sovraffollamento e la totale mancanza di condizioni igieniche nella preparazione del vitto (se le guardie mangiano vermi e scarafaggi è solo da immaginare cosa sia riservato ai reclusi).

Il 28 ottobre un alterco fra detenuti e secondini porta a diverse botte e a un ragazzo messo in isolamento. Qualcuno protesta, inizia una battitura subito repressa con caschi e manganelli. Più di uno finisce in infermeria. Nemmeno una parola sui quotidiani locali ma, come al solito, ampio spazio alle lagne dei poliziotti.

6 Novembre, il “Giornale di Vicenza” parla di “colpi di pistola esplosi verso il carcere a scopo intimidatorio”. Qualche ora più tardi gli spari diventano razzi, fuochi d’artificio, ma il titolo resta lo stesso. Ancora da chiarire le ragioni del gesto, secondo gli inquirenti. Fatto sta che i botti esplosi la sera prima hanno scatenato una sonora risposta all’interno, con le guardie costrette ad intervenire in tutta fretta per calmare gli animi, come rivela con imbarazzo una nota della stessa Uil-Pa.

Nota che prosegue, non senza una malcelata preoccupazione, asserendo che “la situazione esplosiva, fuori e dentro, le carceri venete è lungi dall’essere risolta”.

Mentre accade tutto questo le gru e i macchinari all’esterno del San Pio X continuano a lavorare. Un’intera nuova ala del carcere è in costruzione, mitigherà il problema del sovraffollamento e farà girare un bel po’ di soldi pubblici, assecondando la volontà di chi vede necessario avere nuove galere da riempire.

Eppure, da questa estate, la lotta dei detenuti nelle prigioni del Veneto non si è mai acquietata del tutto. Prima Venezia, poi Vicenza e Verona: un’unica musica di fondo trasmessa da fili invisibili ha infiammato le sezioni, costruito scioperi e fatto scoprire complicità inedite. In molti hanno smesso di avere paura.

A Santa Maria Maggiore, nei giorni appena precedenti, un veloce saluto col megafono per raccontare quanto stava accadendo nella città berica ha dato il la ad una battitura dei ragazzi, la più intensa dai giorni dello sciopero di settembre. A volte basta poco.

Seguire questi fili, trovare nuove geometrie e corrispondenze, metterle in comunicazione. Fino a rompere la gabbia di menzogne che sorregge il dispositivo carcere. Farlo fino in fondo.


Set 7 2015

Lo spesino

Dopo i caldi di agosto le notizie dal carcere di Santa Maria Maggiore si fanno sempre più precise e corpose. Pare che la direttrice continui a negare ai detenuti il permesso per giocare a pallone e la possibilità di fare telefonate, mentre le finestre in corridoio rimangono aperte, anche se sempre più attenzionate dalle guardie.

Qui sotto trovate pubblicata una parte della “Richiesta settimanale di sopravvitto” (in gergo lo “spesino”). Una lista di beni di prima necessità che i detenuti possono acquistare settimanalmente in carcere, per supplire al vitto fornito dagli appalti dell’amministrazione (spesso scarso e scadente).

Da ricordare che, per chi è dentro, è impossibile scegliere tra un prodotto più caro e uno più economico, a parte alcune fortunate eccezioni. Tutti i beni indicati, e i loro relativi prezzi, sono della marca più cara sul mercato e, a loro volta, rincarati dalla ditta che li fornisce (la stessa ditta che, guarda caso, si occupa del vitto…). Per saperne di più sul business del vitto e sopravvitto in carcere rimandiamo al dossier di Ristretti Orizzonti che trovate qui dossier_vitto.

L’ampia scelta della tipologia di prodotti, inoltre, contrasta in modo piuttosto netto con la scarsità dei beni che è possibile mandare dentro tramite i pacchi settimanali. Ad eccezione della carne infatti praticamente tutte le cose in lista non sono spedibili dall’esterno.

Ognuno ne tragga le debite conclusioni e risposte.

ALIMENTARI

Caffè Splendid classico (250gr) 2,37 / Camomilla Star (15filtri) 1,90 / Olio extravergine De Santis 5,49 / Olio di semi di girasole Olioitalia 1,95 / Patatine Cric Croc (180 gr) 1,80 / Uova (6 pezzi) 1,72 / Crackers Mulino Bianco 1,68 / Passato di pomodoro Pomì 0,84

BEVANDE

Acqua frizzante San Benedetto (6 pezzi) 2,52 / Succo di frutta Yoga 1,41 / The San Benedetto al limone 1,12

CARTA

Carta da cucina Foxi (3 rotoli) 3,21 / Carta igienica Scottex (10 rotoli) 3,87 / Carta cucina Scottex (4 rotoli) 3,05

CARNE

Braciole di suino (500gr) 3,55 / Costicine di suino (500gr) 3,40 / Macinato misto (500gr) 3,75 / Petto di pollo (500gr) 5,00 / Salsiccia di pollo (500gr) 4,50 / Porchetta trevigiana (100gr) 1,95

FRUTTA E VERDURA

Funghi champignon (500gr) 1,99 / Bieta (1kg) 1,69 / Limoni (500gr) 1,90 / Insalata in sacchetto (250gr) 2,80 / Cipolle (1kg) 2,10 / Patate (1kg) 1,35 / Carote (1kg) 1,19

DOLCI

Girelle Motta 2,36 / Biscotti Mulino Bianco (400 gr) 1,65 / Budino Cameo 1,92 / Caramello Perugina 2,35 / Kellogs classico 3,34 / Kinder colazione più 2,85 / Miele Ambrosoli 4,39 / Nutella Ferrero (1pz da 15 gr) 0,20 / Wafer Loacker 1,74

VARIO

Caffettiera da tre Lady Oro 8,90 / Bomboletta gas plein air stop system 2,20 / Fornelletto Providus FG 100M 19,90 / Caffettiera da 1 tazza 5,00 / Accendino slim piccolo Bic 1,09 / Autan spray no gas (100ml) 8,15 / Filtri Rizla 2,00 / Orologio in plastica Sudima 8,00 / Borsa termica da lt 25 12,90 / Batteria stilo Duracell (4pz) 5,23 / Zampironi Vulcano (10pz) 1,51 / Regolabarba Remington 26,00 / Macchinetta per sigarette 3,50

PASTA

Spaghetti, fusilli, penne, rigatoni Divella (500gr) 0,75 / Riso Invernizzi (1kg)  2,11 / Tortellini Bolognese (500gr) 1,99

LATTICINI

Burro Granarolo (125gr) 1,25 / Latte Granarolo (0,50 lt) 0,78 / Yogurt Yomo (2pz) 1,55

SCATOLAME

Ceci secchi Select (400gr) 1,74 / Fagioli borlotti secchi Soleo (500gr) 1,75 / Cous cous Barilla 1,81 / Lievito per dolci Paneangeli (16 gr) 0,50

PULIZIA

Ammorbidente Coccolino (2lt) 2,79 / Detersivo da bucato Bio presto (600gr) 2,35 / Lisoform disinfettante 2,37

IGIENE PERSONALE

Bagnoschiuma Nidra (750ml) 4,25 / Balsamo Elvive de l’Oreal (200ml) 4,11 / Colluttorio Plax Colgate 5,80 / Crema da barba Pro Raso (150gr) 1,79 / Crema Nivea for Men Sensitive (75ml) 8,09 / Dentifricio Pasta del capitano 1,94 / Dentifricio AZ 2,71 / Deodorante Rio Terà dei Pensieri (100ml) 4,02* / Rasoi bilama Gillette G2 (5pz usa e getta) 2,55 / Rasoio Mac3 Gillette 9,43 / Ricambi rasoio Mac3 Gillette (5pz) 11,97 / Shampoo Clear (250ml) 3,29 / Shampoo Johnson (250ml) 2,15 / Shampoo Pantene (250ml) 4,17 / Spazzolino Mentadent Plus 2,81 / Tagliaunghie Trim 2,35

CARTOLERIA

Block Notes Blasetti Team 1,00 / Buste lette gialle Leonardo (12pz) 0,60 / Carte Trevigiane Mondiano 6,00 / Cartoline illustrate di Venezia (!) 0,40 / Quadernone Pigna 1,21

* Rio Terà dei Pensieri è una delle cooperative (senz’altro la più famosa) che lavora con i carcerati di Santa Maria Maggiore per produrre piccoli prodotti di artigianato come magliette, borse, portafogli e, a quanto pare, deodoranti da rivendere ai detenuti, per profumarsi dopo una lunga giornata di lavoro…


Apr 12 2015

A(f)fari spenti Atto II

Nemmeno il tempo di pubblicare “A(f)fari spenti” che si sente dalla finestra un rumore molto familiare… si fa un giro per le calli del quartiere e ci si trova davanti una scena assai divertente:

gli stessi operai che la mattina si sono dedicati alla ricerca delle chiavi dello spazio “Bulli e Pupe”, presumibilmente non avendole trovate, sono ora intenti a tranciare la porta dello stesso con il flessibile al fine di raggiungere il contatore generale dell’illuminazione delle calli.

Ciò detto non possiamo che ringraziare comune e Ater per aver fornito una dimostrazione pubblica di come si entri negli spazi quando l’accesso è apparentemente interdetto.

Chissà se a Ca’ Farsetti (sede del Comune) sono attaccati al contatore elettrico del vicino?!?


Apr 11 2015

A(f)fari spenti

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Ieri, 10 Aprile, lo spazio “Bulli e Pupe”, una vetrina nel centro del quartiere di Santa Marta, è stato formalmente riconsegnato dal Comune all’Ater, il locale ente regionale per l’edilizia pubblica.

La Municipalità ne aveva infatti pagato per anni l’affitto all’ente per fornire uno spazio “pubblico” agli abitanti di Santa Marta. Il “Bulli e Pupe” in passato ha avuto molte funzioni: sede del Comitato Abitanti, dopo scuola per bambini, punto di appoggio per persone in difficoltà, infine la vetrina è stata occupata per un paio d’ anni al fine di creare un luogo per altre attività di quartiere.

A causa dei tagli ai servizi, la Municipalità si vede impossibilitata a sostenere il canone di locazione perciò ieri mattina, come sopra citato, ha riconsegnato le chiavi all’Ater.

La consegna delle chiavi si è svolta in mattinata ed ha visto presenti funzionari dell’ente regionale e del Comune. Durante questa “cerimonia” sono state cambiate le serrature del locale e abbassati i contatori elettrici all’interno.

Questo cambio di gestione, che doveva passare inosservato, ha invece creato un vero e proprio shock al quartiere: tanto da generare un black out totale nelle sue calli.

Solo l’alba è riuscita a illuminare la zona facendo intravedere operatori della pubblica illuminazione (possessori delle chiavi fino al giorno prima) intenti a chiedere a chiunque come poter entrare nello spazio “Bulli e Pupe”.

All’interno della vetrina, infatti, oltre al contatore della stessa vi è anche quello che regola l’illuminazione dei lampioni dell’intero quartiere, ebbene… sono stati abbassati entrambi.

A questo punto possiamo fare alcune considerazioni.

La prima è che troviamo singolare e comico che il Comune dopo aver “tolto” lo spazio agli abitanti si rivolga, a poche ore di distanza, agli stessi per potervi rientrare; inutile chiedere porta a porta le chiavi quando la serratura del locale è stata cambiata.

La seconda è che aver passato una notte, e forse altre ancora, al buio non ci dispiace, soprattutto a fronte dell’inquinamento luminoso (Porto, Terminal Grandi Navi, Porto Marghera) che quotidianamente assedia Santa Marta.

La terza è che questa vicenda esplicita ancora una volta la necessità di riappropriazione e autogestione degli spazi del quartiere da parte degli abitanti, avendo come unica alternativa l’incapacità delle istituzioni.

 

“Non ho paura del buio fuori.
E’ il buio dentro le case che non mi piace.”


Mar 26 2015

Comunicato degli Occupanti dell’Ex Ospizio sull’incendio di lunedì 23 marzo

Nella sera di lunedì è stato appiccato il fuoco all’ingresso dell’ex Ospizio Occupato e alle porte delle case vicine. Solo la prontezza degli occupanti, subito intervenuti con un estintore, ha evitato che l’incendio si propagasse ulteriormente e che qualcuno si facesse male. Un gesto infimo e vile che ha messo a serio rischio la vita di chi abita nello stabile e nelle case circostanti, e di cui qualcuno, ci auguriamo senza l’intervento di sbirri e magistrati, dovrà prendersi responsabilità e conseguenze.

Non sarà certo questa vigliaccata, pur con tutta la miseria e l’infamità che si porta dietro, a farci desistere dal portare avanti le nostre idee in ciò che mettiamo in pratica tutti i giorni.

Un grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno subito dimostrato vicinanza e solidarietà.

Gli e le occupanti dell’ex Ospizio Contarini