Apr 11 2015

A(f)fari spenti

venice silhouette

Ieri, 10 Aprile, lo spazio “Bulli e Pupe”, una vetrina nel centro del quartiere di Santa Marta, è stato formalmente riconsegnato dal Comune all’Ater, il locale ente regionale per l’edilizia pubblica.

La Municipalità ne aveva infatti pagato per anni l’affitto all’ente per fornire uno spazio “pubblico” agli abitanti di Santa Marta. Il “Bulli e Pupe” in passato ha avuto molte funzioni: sede del Comitato Abitanti, dopo scuola per bambini, punto di appoggio per persone in difficoltà, infine la vetrina è stata occupata per un paio d’ anni al fine di creare un luogo per altre attività di quartiere.

A causa dei tagli ai servizi, la Municipalità si vede impossibilitata a sostenere il canone di locazione perciò ieri mattina, come sopra citato, ha riconsegnato le chiavi all’Ater.

La consegna delle chiavi si è svolta in mattinata ed ha visto presenti funzionari dell’ente regionale e del Comune. Durante questa “cerimonia” sono state cambiate le serrature del locale e abbassati i contatori elettrici all’interno.

Questo cambio di gestione, che doveva passare inosservato, ha invece creato un vero e proprio shock al quartiere: tanto da generare un black out totale nelle sue calli.

Solo l’alba è riuscita a illuminare la zona facendo intravedere operatori della pubblica illuminazione (possessori delle chiavi fino al giorno prima) intenti a chiedere a chiunque come poter entrare nello spazio “Bulli e Pupe”.

All’interno della vetrina, infatti, oltre al contatore della stessa vi è anche quello che regola l’illuminazione dei lampioni dell’intero quartiere, ebbene… sono stati abbassati entrambi.

A questo punto possiamo fare alcune considerazioni.

La prima è che troviamo singolare e comico che il Comune dopo aver “tolto” lo spazio agli abitanti si rivolga, a poche ore di distanza, agli stessi per potervi rientrare; inutile chiedere porta a porta le chiavi quando la serratura del locale è stata cambiata.

La seconda è che aver passato una notte, e forse altre ancora, al buio non ci dispiace, soprattutto a fronte dell’inquinamento luminoso (Porto, Terminal Grandi Navi, Porto Marghera) che quotidianamente assedia Santa Marta.

La terza è che questa vicenda esplicita ancora una volta la necessità di riappropriazione e autogestione degli spazi del quartiere da parte degli abitanti, avendo come unica alternativa l’incapacità delle istituzioni.

 

“Non ho paura del buio fuori.
E’ il buio dentro le case che non mi piace.”